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 VERBANOTIAMO ex splinder Sonetti Archives - VERBANOTIAMO ex splinder
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Gen 21

Pensando al futuro, un uome decise
di seminare dei campi di grano,
l’anno seguente lui il grano recise
col pane, al paese diede una mano.

Un altro uomo più previdente ancora
piantò a terra degli alberi da frutto,
per oltre dieci anni raccolse allora
frutta da donare al paese tutto.

Infine un altro uomo seminò l’amore
strada per strada con tutti i vicini,
il gesto suscitò grande scalpore.

Quindi sia dai grandi che dai piccini
sparì d’incanto qualsiasi rancore,
nè più varcò del paese i confini.

(sonetto)

Mag 29

henri-moret- stagno

dipinto di Henri Moret

Stagno

Smuovono l’acqua le numerose onde
dove lo specchio deforma le fronde,
la smeraldina erba attorno alla riva
brilla al riflesso della luce estiva.

Lo stagno diffonde dolce frescura
che si espande alla vicina radura
dove fiammeggiano le messi bionde
che quasi si accostano alle sue sponde.

Carezzano i raggi tutto il terreno
dove le spighe nel loro ondeggiare
salutan felici il cielo sereno.

Intanto dall’acqua, lì in vicinanza,
fuoriescon le ninfe sol per ballare
coi soffi del vento la loro danza.

verdefronda

Gen 30

Si spengono i fiori

Sull’erma pendice della montagna
mi soffermo a guardar ciò che m’attorna,
sotto al piede mi sguscia una castagna
uscita dal riccio di cui s’adorna.

Guardo più avanti e sull’erba ormai gialla
per la stagione che lenta s’avanza,
leggera su fior si posa farfalla
e poi batte le ali come una danza.

Una campanula sul rado prato
brilla d’azzurro su spenti colori,
giace al suo fianco un bel fiore strappato.

Del lungo freddo si annuncian gli albori,
un lontano rintocco è già suonato,
giunge l’oscuro, si spengono i fiori.

 

Gen 13

Si fa sera

Guarda, morente è l’azzurro del cielo
ascolta, dolce è il suon delle campane
sui monti posano le nubi un velo
scure diventan le cime lontane.

Stende la notte il suo nero mantello
che i secchi rami sembrano forare,
spicca soltanto ancora il castello,
sulla collina luminoso appare.

Sembra geman del loro peso i monti
devon protegger delle case i muri,
i focolari caldi e pur le fonti.

Strisciando mormora, fra i sassi duri,
il torrente e scivola sotto i ponti,
rientran le genti seguendo i tratturi.

Nov 14

Esmeralda sfacc

immagine del tempo passato

Sboccia un ricordo del tempo passato
quando sul velo di limpide acque
stava quel legno da me tanto amato
tragittandomi allor … finchè non giacque.

Solcava l’onda con tanta fierezza
la cavalcavo con grande passione
dalla prima alba al calar della brezza
nelle giornate di bella stagione.

Dolce “Esmeralda”, il suo nome era questo
verde dei monti fra cui navigava
con il suo incedere stabile e lesto.

Gli intarsi d’azzurro che riportava,
con il colore dei flutti intonava
non con la tinta del mio pensier mesto.

Mar 20

Sole rovente

A lenti passi il mio corpo muoveva
andava là, là dove nasce il giorno
verso orizzonti che non conosceva
senza voltarsi ne guardarsi intorno.

Con gran splendore si levava l’astro
illuminando della terra il manto.
Di gran tristezza dentro il petto un nastro
scorrer faceva intorno agli occhi un pianto.

Schiacciava le ombre sotto ai suoi piedi
guardando in avanti con noncuranza,
nel pensiero non aveva rimedi.

Rievocava in mente come una danza
il tempo che scorreva senza tedi
ma di vita non c’era più speranza.

Feb 2

sguardo al cielo

Vermiglie labbra con chicchi di riso
ornano il tuo splendido bianco viso,
sotto nere ciglia posan sicuri
due splendidi sfavillanti occhi scuri.

Così contrasta il rosso melograno
con il puro candido fior del giglio,
degli occhi la luce non brilla invano
sotto l’arcata dello scuro ciglio.

Il tuo dolce sguardo rivolto al cielo
sembra indicare la tua provenienza,
i fini capelli formano un velo

che incornicia la tua fine avvenenza,
le calme movenze fatte con zelo
rendon più viva la tua trasparenza.

Gen 24

boccoli dorati

 

 

Son boccoli dorati i tuoi capelli
che morbidi adornano il bianco viso
dove splendono gli occhi grandi e belli
e rosee labbra atteggianti un sorriso.

Sereno riluce il tuo vivo aspetto
che senza movenze da indossatrice
pacato cammina in modo perfetto,
il tuo pensiero già l’occhio lo dice.

La voce tua non emette parole
ma suono sublime di dolce canto
non uguagliabile da umane gole.

Ricoperta da vaporoso manto
per risplendere non ti occorre il sole
perchè dentro di te già brilla tanto.

Gen 21


Si specchiava nell’acqua dello stagno
cadeva senza tregua forte pioggia
ma ella non desiava fare il bagno
ma rimirar ciò che sua beltà sfoggia.
Incessanti le gocce cadevano
aprendo cerchi nell’acqua limpida
che dolce immagine deformavano
rendendola scintillante e candida.

Inondato da cotanta bellezza
restava lo sguardo quasi estasiato
la pioggia mi faceva una carezza.

Nei capelli aveva un fiore posato
fissato al capo con molta accortezza
immagine di lontano passato.

( da “sonetti alla donna” )

 

Gen 17

FATA

Miraggio sei o mirabil creatura?
Quando ondeggiando il tuo passo s’avanza
e tua immagine nell’occhio perdura
trema l’aere di cotanta fragranza.
Attorno a tale infinita bellezza
ogni altra cosa a raffronto si oscura
leggero vento il tuo corpo accarezza
con eleganza tu avanzi sicura.

Intensa luce dagli occhi diffondi,
emana gioia un mellifluo sorriso
e di profumo tutta l’aura inondi.

Non vedo pari bellezza al tuo viso
ai tuoi fini pomi rosati e tondi
al tuo fiero portamento deciso.

( da “sonetti alla donna”)

 

Dic 12

Divine fattezzeOndeggiavano lunghe chiome al vento

aleggiando sopra il capo leggere,

i lumi degli occhi fra ciglia fiere

splendevano vivi in luce d’argento.

 

I purpurei pomi in pallido viso

davano colore a tanta bellezza

e dal petto esalava fresca brezza

irrorata dal suo dolce sorriso.

 

Danzavano i passi nelle cadenze

,intrise di grazia e di gentilezza

soavi suonavano le sue movenze.

 

Divina sembrava la sua fattezza

e simili ad angelo le apparenze,

a celeste regno pareva avvezza.

Gen 10

Paese dell

Pensando al futuro, un uomo decise

di seminare dei campi di grano,

l’anno seguente lui il grano recise,

col pane, al paese diede una mano.

Un altro uomo più previdente ancora

piantò a terra degli alberi da frutto,

per oltre dieci anni raccolse allora

frutta da donare al paese tutto.

Infine un altro seminò l’amore,

strada per strada con tutti i vicini,

il gesto suscitò grande scalpore.

Quindi sia dai grandi che dai piccini

sparì d’incanto qualsiasi rancore,

più non varcò del paese i confini.

Ott 18

primavera 2

Nella lieta stagione in cui natura

esplode nella massima bellezza,

allor che d’ogni fior si prende cura

lì spira tutt’intorno vaga brezza.

Ogni cuore con gioia si diletta,

fanciulle e giovani in età d’amore

dolci baci, a scambiarsi sempre alletta,

lor del tempo che va non han timore.

Ma cambia la stagione troppo in fretta

la gioia si tramuta nel dolore,

l’inverno tosto avanza e non aspetta.

Abbandona la natura lo splendore,

il ciclo naturale lei rispetta

e allor si spegne ogni colore.

 

Set 14

Di primo mattino sul Verbano

Tintinna il gazebo sotto la pioggia,

umida è l’aria e profuma di vita,

grigio vestito il tempo oggi sfoggia

tutto il paesaggio ha l’aria contrita.

I fior di geranio su colonnine

saltano all’occhio con rosso splendore,

piangon le foglie con le goccioline,

piccole sfere di limpido umore.

Di verde intenso la vegetazione

riposa la vista col suo colore

portando la mente a meditazione.

Nella natura c’è sempre splendore,

mi gusto sereno la colazione

il corpo voglio tenere in vigore.